Appunti per una Teoria Minima sulla Comunicazione

Il perché del Cosmo è il nostro “mistero universale”. Mistero universale che, dal pensiero umano, viene elaborato come “ciò che va oltre”. Perché il nostro pensiero lo intende così? Perché le forme e la realtà fanno parte di un unico tutto, ma esistono in dimensioni diverse. Il reale non è influenzato dal mio pensiero e non lo può assorbire. La Realtà sta su un altro livello. Tuttavia, il materiale dei miei pensieri assorbe il reale e costruisce illusioni basate su forme. La forma agisce come un velo che nasconde la realtà e le persone interpretano il reale attraverso forme: ad ogni interpretazione, corrisponde un limite che ogni singola persona si crea e questo limite rappresenta la dimensione puramente soggettiva del pensiero. La dimensione soggettiva del pensiero, diventa collettiva quando le persone si confrontano con i concetti di mistero, bene e bello, a cui corrispondono rispettivamente il lògos, l’etica e l’estetica. La comunicazione è tangente a tutti e tre, ed è strettamente collegata alle forme e relative interpretazioni.

Che cos’è la comunicazione? Mettere in comune il nostro mistero universale, elaborato dal pensiero, decentralizzandolo con i segni, con la lingua e con i linguaggi: questo, per me, è la Comunicazione. Il Mistero che è in ognunə di noi è il motore-immobile di qualsivoglia pensiero: è per risolvere questo  mistero, che scopriamo le leggi che governano il cosmo e creiamo le tecnologie che ci permettono di continuare a viverlo. Il mistero, però, determina anche l’eternità della condizione umana: cioè, l’impossibilità di comprendere appieno tutte le possibili variabili della realtà naturale, in cui le persone si trovano a nascere, e della realtà artificiale, che le persone stesse contribuiscono a creare, da sempre. È il cerchio infinito della condizione umana: creare codici/leggi, per poi interpretarli con nuovi codici/leggi. In questo loop, per sopravvivere, è fondamentale la comunicazione poiché veicola il pensiero, socializzandolo: nella realtà naturale, serve alle persone per organizzarsi; nella realtà artificiale, serve alle persone per confrontarsi liberamente.

Pertanto, la comunicazione è la “conditio sine qua non” di tutto lo scibile umano (dalla religione e la filosofia, fino alle scienze) e di tutte le arti umane, essendo ogni prodotto dell’attività umana un bene relazionale. Pensiero e comunicazione possiamo considerarli un tutt’uno, poiché vicendevolmente complementari: uno definisce l’esistenza dell’altro. Pensiero e comunicazione:

si sostanziano in 4 modi

• istintivo (cervello rettile), il più veloce, che serve a regolare tutti i movimenti volontari e involontari del corpo umano;

• per-forme (occhi/cervello limbico), che serve a percepire il senso esatto delle parole, delle idee e delle cose. Dipende dall’ambiente e dall’epoca in cui una persona si trova a nascere. Alle forme corrispondono i segni e le immagini, con cui disponiamo i fatti in uno spazio logico: il pensiero-per-forme è un’immagine logica dei fatti. Alle immagini corrisponde sempre un senso preciso;

• mentale (zona cervico-facciale/cervello corticale), il più lento, che si esprime in linguaggi e parole, con un senso sempre relativo. Alle parole corrispondono le proposizioni e i simboli, con cui diamo senso ai fatti: la proposizione è un fatto. Alle parole corrisponde sempre un senso relativo, i cui limiti vanno analizzati caso per caso;

• intuitivo (sistema endocrino), l’ultraterreno, che ci connette con stati superiori dell’IO e della materia.

per rispondere a 5 domande

• cos’è questa cosa? → rapporto con la Natura e il Cosmo: la persona diventa, da oggetto, soggetto dei fenomeni naturali

• chi, cosa, dove e quando sono? → rapporto con l’IO

• chi sei e come funzioni tu? → rapporto con la società

• come funziona questa cosa? → rapporto con le cose e i fatti

• cosa c’è dopo? → rapporto con la Morte

attraverso 4 assi emotivi

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“Il significato è un sasso in bocca al significante”

Carmelo Bene


La semiotica, in parole povere, è lo studio dei segni e di come questi creino significato. Ma non si limita a questo. È l’analisi di come i segni funzionino all’interno di sistemi e di come questi influenzino il nostro modo di interagire con il mondo. Quando parliamo di “segni” in semiotica, non intendiamo solo le insegne stradali o i cartelli. Un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro: sostanzialmente, qualunque cosa veicoli un significato può essere considerato un segno. Segno che viene creato dal pensare-per-forme e crea i codici, preesistenti ai linguaggi.

Dal punto di vista dei segni – quindi da una visione puramente semiotica – tutto parte dal significante: solo dopo arrivano significato e referente. L’intenzione del significante è innata, mentre il significato si sostanzia in un sistema, un codice, che stabilisce regole su come i segni possono essere combinati e interpretati. I segni non esistono isolati: il sistema/codice ne determina denotazione, connotazione e contesto che, a loro volta, creano nuovi segni. Un vero e proprio circolo, il cosiddetto circolo ermeneutico.

“Su ciò di cui non si può parlare, è bene tacere”

Ludwig Wittgenstein

Quando una tautologia crea un’ermeneutica, entra in gioco la Linguistica. Una scienza socio-umanistica che studia i linguaggi e le lingue, che vengono create dal pensare-mentale. Le lingue fanno parte del grande insieme dei linguaggi, ma non come semplici sottoinsiemi: sono l’architrave, tangente a qualsivoglia linguaggio.

L’interpretazione, come atto, appartiene più alla linguistica che alla semiotica: la lingua e i linguaggi, rivelano ciò che il segno nasconde. La natura “innata” del segno, nasce concretamente nella lingua e nei linguaggi. Fonetica, fonologia, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica e tutte le declinazioni della linguistica, hanno un unico scopo: rendere umano il divino. Pertanto, le stesse opere umane e le loro possibili evoluzioni, possono essere interpretate come atti linguistici, suddivisi nei tre grandi regni della conoscenza:

religione e filosofia

Da dove tutto nasce e dove tutto ritorna. Hai mai provato il Wikipedia Philosophy Phenomenon?

scienze

• scienze dure: Matematica, Logica, Biologia, Chimica, Fisica
• scienze naturali: Astronomia, Farmacia, Genetica, Geofisica, Geografia, Geologia, Idrologia, Medicina, Meteorologia, Mineralogia, Paleontologia, Scienze Ambientali, Zoologia
• scienze socio-umanistiche: Antropologia, Archeologia, Archivistica, Beni Culturali, Comunicazione (comprendente Semiotica/Semiologia e Linguistica), Economia, Giurisprudenza, Musicologia, Politica, Psicologia, Sociologia, Statistica, Storia, Storia dell’arte e Studi Museali

arti

• arti audio-visive: Animazione, Cinema, TV
• arti figurative: Fotografia, Fumetto, Illustrazione (in cui comprendo il collage e la grafica-digitale), Pittura (in cui comprendo il tatuaggio i murales e la street-art figurativa), Scrittura in prosa e in versi (in cui comprendo il giornalismo)
• arti performative: Cucina, Danza, Gaming, Musica, Performance, Sport, Teatro
• arti plastiche: Architettura, Arte-tessile/Moda, Arte-Vetraria, Design, Installazione (in cui comprendo la video-arte, l’arte digitale e qualcosa di street-art), Scultura (in cui comprendo il mosaico, in tutte le sue forme, e la ceramica), Oreficeria/Bigiotteria/Orologeria
• arti tecniche: Acustica, Agraria, Automazione/Robotica, Bio-chimica, Bio-tecnologia, Commercio e imprenditoria, Elettronica, Informatica, Ingegneria in tutte le sue applicazioni, Merceologia, Metallurgia, Nanotecnologia, Urbanistica

“La comunicazione dovrebbe essere una porta aperta sulla verità”

MB

Immagina la comunicazione come un grande palcoscenico. La semiotica e la linguistica sono due attori che lavorano insieme per creare lo spettacolo. La semiotica guarda al significato generale e a come i segni funzionano, mentre la linguistica si concentra specificamente su come i linguaggi operano all’interno di quel sistema di significato.

La comunicazione si trova, esattamente, nel punto di incontro tra semiotica e linguistica, occupandosi di come il messaggio circoli nel contesto in cui delle entità di qualsiasi tipo, sono in gioco. Pertanto, dal punto di vista della comunicazione, il messaggio è sempre un’estensione delle entità in gioco. Un’estensione formata da:

Pertanto, “fisicamente” l’informazione non si perde mai, qualsiasi sia il contesto, o lo stato della materia in questione. Si tratta solo di stabilirne il grado di entropia o, in parole più semplici, di incomprensione. Escludendo il modo intuitivo, si parte dal grado minimo, che corrisponde al modo istintivo (cervello rettile), fino al grado massimo, che corrisponde al modo mentale (zona cervico-facciale/cervello corticale).