“Che lavoro fai, papà?”… una domanda fatidica che, prima di essere posta dalla tua prole, poni innanzitutto a te stesso. Se dovessi rispondere con sincerità, sicuramente risponderei: “ciò che veramente faccio è sistemare e organizzare”. Dammi qualcosa, qualsiasi cosa, e io la organizzerò. È l’unica cosa che sono sicuro di aver sempre fatto nella mia vita, da che ho ricordi coscienti: in particolare, mi sono sempre dedicato a organizzare pensieri tramite parole per affrontare, come tutti/e, la mia primordiale paura. Comunicare, sforzandomi di comprendere ascoltando, è da sempre il mio modo di reagire alla vita. Poi, se dovessi rispondere realisticamente, sicuramente rispondo che: curo contenuti; branding/marketing dei contenuti e gestisco progetti.

Curo contenuti

La mia attività principale: se spulci un po’ il mio weblog, penso te ne renderai conto. Sono una persona contemplativa: mi piace più ammirare le opere altrui, che crearne di mie (e quando lo faccio, sono molto critico con me stesso).

La content-curation è una mia attitudine naturale e, grazie al web, ho potuto espandere ulteriormente questa mia passione. Mi trovo assolutamente a mio agio nel selezionare, collezionare, contestualizzare e condividere contenuti, su un particolare argomento. Un’attività non banale, in questo periodo storico in cui c’è una iperproduzione di informazioni digitali e prodotti tecnologici, che trascende le capacità umane: la cura dei contenuti ti può aiutare a gestire e comprendere meglio questa complessità. O almeno questa è la speranza visto che, oramai, tanti/e utenti come me hanno alimentato a dismisura l’intelligenza artificiale, rendendo superfluo l’intervento umano per molti dei contenuti online. Infatti, io sono convinto che il content-management fatto delle persone sia superiore, solo a patto che aggiunga qualcosa di speciale rispetto a quanto già può fare l’IA.

Lasciando però da parte queste interessanti disquisizioni, ecco cosa posso fare per te come content-curator:

✅ trovare e selezionare le fonti, per argomento di interesse, organizzando feed tematici. Ti prego di credermi: con me, il problema del blocco creativo sarà inesistente… semmai, il problema sarà trovare il tempo per pubblicare tutti gli stimoli che ti propongo!

✅ realizzare directory

✅ creare testi (per passione, mi occupo degli argomenti che trovi qui sul blog mentre, per lavoro, mi occupo degli argomenti che trovi qui)

✅ ottimizzare testi per motori di ricerca e social-network. Sono i cosiddetti “risultati organici”, che si ottengono tramite SEO e social organico

✅ UX writing, organizzando meta-testi (categorie, tag, meta description), call-to-action e architettura di un sito web (url, menù, header e footer), in funzione dell’interazione e del design

✅ creare e gestire siti web in WordPress

✅ redigere un piano editoriale

✅ correzione di bozze

PS: dal 2021, mi sta affascinando molto il mondo dell’information + content design e della content intelligence.

Branding & marketing dei contenuti

Prima di addentrarmi nelle meraviglie del content-marketing, solo un consiglio non richiesto: poniti sempre le 5 domande riportate al link, prima di investire soldi nel marketing digitale, perché sono utili per le tasche e per la mente. Poi, il punto più importante: se prima non lavori sulla comunicazione dei tuoi contenuti, la pubblicità a pagamento servirà a poco!

Anche se non mi considero un esperto, sul content marketing ho delle mie idee (poche) che ti espongo di seguito:

  • se non si ricordano di te, è un contenuto inutile. Però è solo attraverso dei contenuti inutili, che puoi arrivare a quello utile per te;
  • i contenuti utili per il tuo brand, dovrebbero tendere verso l’unico obiettivo di stabilirne l’identità. L’unicità del tuo brand è il solo, concreto traguardo di qualsiasi attività di marketing: le conversioni e tutto il resto, sono solo conseguenze;
  • una volta stabilizzata l’identità del tuo brand, devi tendere verso il secondo fondamento di qualsiasi attività di marketing: la fiducia dei clienti. La fiducia la ottieni grazie a tre punti fermi: mantieni le promesse che fai; metti al centro i bisogni dei clienti; non smuovere la pigrizia dei clienti;
  • il contenuto, prima che essere un magnete, deve lavorare in modo da rendere il tuo brand magnetico verso tutto ciò che è di suo interesse;
  • lascia da parte il narcisismo nei confronti del tuo brand e della tua creatività. I social generano statistiche su statistiche, riguardo engagement e coinvolgimento. E, di conseguenza, le web agency: il loro prodotto sei tu. Non c’è nulla di male in questo, ma tu devi puntare a diventare un prodotto per i tuoi clienti;
  • io sono per una marketing digitale contestuale, rispetto agli interessi dei clienti e rispettoso, verso la loro privacy.

Scritto ciò, veniamo a cosa posso fare per te nel content-marketing:

✅ creare un campagna pay-per-click, impostando obiettivo e KPI vari

✅ analizzare gli analytics e i dati generati

✅ automatizzare il processo di SEM, in ottica strategica

PS: dal 2021, mi sta affascinando molto il growth hacking e tutto l’ambaradan che ci gira intorno.

Gestisco progetti

Esattamente da gennaio del 2016 e la mia prima esperienza ha riguardato l’ambito alberghiero: da manager, ho gestito un boutique-hotel. Poi mi sono occupato di property-management e, attualmente, di progetti web. Ti riassumo cosa penso del management in generale, con un’immagine:

mr_wolf

Lui è stato, è e sarà sempre il più grande manager di tutti i tempi! La gestione è prendere decisioni dopo aver risolto continuamente, perennemente, ciclicamente, problemi. E per mia esperienza, esistono due tipi di problemi: quelli con soluzione e quelli senza soluzione. Solitamente, nella stragrande maggioranza dei casi, ti capitano più i secondi che i primi e l’unico modo per gestirli è saper attendere con strategia. Strategia che ottieni con la combinazione di due fattori: pensiero laterale e una corretta distinzione tra priorità relativa e priorità assoluta. La priorità relativa è quel compito importante da eseguire, in mezzo a cose che stai già facendo. La priorità assoluta è quel compito che non puoi permetterti di NON eseguire, per raggiungere l’obiettivo prefissato. Pertanto, va da sé che senza un obiettivo non vai da nessuna parte… In un contesto aziendale, l’ideale sarebbe: capire ciò che si ha e ciò che si è; stabilire un obiettivo; chiarire gli step per raggiungerlo e, ad ogni step, associare una metrica (mix di analisi dati e chi-fa-cosa).

Ma la domanda vera è: come posso aiutarti da project manager? Così:

✅ controllo di gestione (redazione Prima Nota e, all’occorrenza, anche Business Plan)

✅ ottimizzazione processi

✅ gestione documentale, cartacea e digitale

✅ revenue, organizzando una strategia tariffaria ragionata

PS: dal 2020 mi sta affascinando il product marketing, perché ha molti punti di intersezione con il project management, ma non sono da confondere.