Miei criteri estetici

Vado dritto al punto: io ho una PASSIONE SMISURATA per tutte le opere dell’ingegno umano! Naturalmente, essendo il mio approccio comunicativo, mi piace coglierne tutti i lati: da quello filosofico, passando per quello etico, fino a quello estetico. Qui, tratterò di quest’ultimo e cioè con quali criteri estetici ho costruito il mio gusto, nel tempo. Per non essere troppo prolisso, ho creato un documento (abbastanza agile) con degli appunti che ho sistemato nel corso degli anni, a cui aggiungo anche il mio personale criterio di suddivisione delle opere dell’ingegno umano.

Infine, indico qui di seguito dei miei criteri più in “stricto sensu”:

  • non sono un onnivoro, esteticamente parlando. Mi concentro solo su ciò che desta almeno la mia curiosità e, solitamente, accade quando mi trovo di fronte ad opere che dimostrano una certa originalità, capacità di comunicare e, soprattutto, umanità;
  • la differenza tra intrattenimento e Arte non influenza il mio voto: ci può essere arte fatta male, così come intrattenimento fatto bene;
  • il mio approccio è più da storico, che da critico. Riporto semplicemente ciò che la critica, o il pubblico di riferimento, considerano un cult, o un capolavoro;
  • in ognuno/a di noi c’è un senso del piacere inspiegabile. In parole più semplici, ci piace o non ci piace qualcosa, ma non sappiamo il perché;
  • l’unica regola del Capolavoro, dal punto di vista del pubblico (anche quello emancipato), è il “SECONDO ME”. La differenza con il critico è che il “secondo me” del critico è costruito su un’impalcatura logica, con cui dovrebbe (si spera) ricostruire i perché dei suoi mi-piace e non-mi piace;
  • pertanto, qualsiasi critico deve necessariamente – conditio sine qua non! – indicare i suoi criteri di gusto e di giudizio, per l’arte o le arti di sua competenza. Altrimenti tutta la sua impalcatura logica non ha senso…
  • il Capolavoro, SECONDO ME, tra tutte le arti dovrebbe sublimarsi innanzitutto nelle arti-performative e, tra queste, nel Teatro (perché tutti siamo attori di noi stessi ogni giorno), nella Musica (perché è puro Spirito, pura intimità) e nella Danza (perché è la sublimazione assoluta dell’essere umano, con l’universale linguaggio del corpo e perché unisce teatro e musica). Subito dopo vengono le arti-plastiche e le arti-tecniche perché in esse si uniscono arte e scienza. Alla fine troviamo le arti figurative e audio-visive, in cui l’immagine mentale è piatta, ridotta a due dimensioni e diventa pura rappresentazione, come nello specchio.