Spread e suoi falsi miti

Per la rassegna #ContiPrivati, qualche suggestione sulla tematica “spread”. E uso la parola suggestione non a caso. Infatti, si può dire che lo spread è uno dei concetti più suggestivi che ha tenuto banco nel dibattito pubblico, da più di una decina d’anni: a partire dal 2011, per l’esattezza… Ma, ehi! Occhio allo spread e seguimi per i prossimi tre minuti.

Concetti chiave

Che cos’è lo spread? Prendendo da wikipedia: “è la differenza di rendimento tra due titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato) dello stesso tipo e durata, uno dei quali è considerato un titolo di riferimento. Nel caso dei titoli di Stato, spesso i titoli di riferimento sono i Bund emessi dalla Germania, considerata la solidità e la forza dell’economia tedesca”.

Dello spread si parla fin dagli anni ’90. Però è dal 2011 che decide addirittura la politica interna di un paese e il motivo è semplice: il progetto €uro è diventato sempre più stringente. Un progetto che è diretta conseguenza della liberalizzazione finanziaria, iniziata con il duo Thatcher-Reagan, per cui è stato privatizzato il debito intestandolo a organizzazioni speculative, interessate non al risparmio sicuro, ma all’oscillazione dei titoli.

Lo spread è una decisione politica, fatta passare per tecnica. Anche in questo caso, il motivo è semplice: per il progetto €uro, al centro/nord Europa servivano paesi con valuta debole. Valuta debole esterna che, nel caso di un’unione monetaria, ha un grande vantaggio: ti permette di esportare di più, senza svalutare la tua moneta.

Link utili

Come al solito, il mio consiglio è di studiare: qui trovi un doc con vari link utili, che approfondiscono la questione meglio di come possa fare io. Enjoy 😉


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