Raccolta di dieci poesie – n.10

Per la rassegna #Cantami_o_Diva, dieci poesie che penso valga la pena leggere almeno una volta nella vita:

Isabella Lipperi – Senza titolo

Dietro di me
li sento allineati
i miei antenati.
Non visibili, li sento
mentre spronano
l’anima ad agire,
a schivare
un effetto domino,
a spezzare la catena
di cadute secolari.
Li sento allineati
i miei antenati.
Sono dietro
e dentro me
nelle cellule e nel dolore
in una memoria
che sfugge alla memoria
e che solo il corpo
ricorda e trattiene.
Sia pace, nei secoli dei secoli.

Inedito (Interno Poesia, 2022)

Giuseppe Ungaretti – Febbraio

Ogni anno, mentre scopro che febbraio
è sensitivo e, per pudore, torbido,
con minuto fiorire, gialla irrompe,
la mimosa. S’inquadra alla finestra
di quella mia dimora d’una volta,
di questa dove passo gli anni vecchi.

Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
segno sarà che niuna cosa muore
se ne ritorna sempre l’apparenza?

O saprò finalmente che la morte
Regno non ha che sopra l’apparenza?

Tutte le poesie (Mondadori, 2009)

Silvio Raffo – Senza titolo

a volte un volto occhieggia nella notte,
una forma tra umana ed animale –
con modi ambigui e frasi d’occasione
una tregua propone a basso prezzo,
a garanzia della liberazione –
non scendo a patti mai, benché lo strazio
raddoppi nel mio gioco innaturale

Il taccuino del recluso (Interno Poesia editore, 2021)

Silvia Bre – Senza titolo

La parola è un impiglio, poi crolla
come ogni monumento
e l’incontro si scioglie
(nell’ingorgo dei suoni s’incaglia
un attimo di senso
e l’attimo nel suono pare eterno

smette quando
di colpo lo convince
la deriva del tempo lì attorno)

non esiste altro evento che questo

che la vita di ognuno apparsa
nella croce che la toglie.

Le campane (Einaudi, 2022)

Emily Dickinson – The brain is wider than the sky

The Brain — is wider than the Sky —
For — put them side by side —
The one the other will contain
With ease — and You — beside —
The Brain is deeper than the sea —
For — hold them — Blue to Blue —
The one the other will absorb —
As Sponges — Buckets — do —
The Brain is just the weight of God —
For — Heft them — Pound for Pound —
And they will differ — if they do —
As Syllable from Sound —

Franco Fortini – Guerra

Lontano lontano si fanno la guerra.
Il sangue degli altri si sparge per terra.
Io questa mattina mi sono ferito
a un gambo di rosa, pungendomi un dito.
Succhiando quel dito, pensavo alla guerra.
Oh povera gente, che triste è la terra!
Non posso giovare, non posso parlare,
non posso partire per cielo o per mare.
E se anche potessi, o genti indifese,
ho l’arabo nullo! Ho scarso l’inglese!
Potrei sotto il capo dei corpi riversi
posare un mio fitto volume di versi?
Non credo. Cessiamo la mesta ironia.
Mettiamo una maglia, che il sole va via.

Tutte le poesie (Mondadori, 2021)

Damiano Andriolo – L’ultima candela

È sera.
La fioca luce dell’ultima candela
proietta nella stanza
un’ombra tremula, inquieta.
Si consuma nel silenzio,
lacrime di cera scendono,
sa già che la sua ora s’avvicina.
E la fiamma s’alza, altera,
come a voler scolpire sulle pareti
ciò che resta di sé a futura memoria.
Un ultimo sussulto,
si spegne, e un fil di fumo
s’alza lentamente verso il cielo.

Arpeggi d’autunno (Interno Poesia editore, 2022)

Fernanda Romagnoli – Ritratto

Che vuoi da me, ritratto, ardente viso,
pupilla come l’ape del mattino,
guancia che sottilmente sulla tempia
sfuma in sorriso? Mi torturi invano
col tuo splendore. Nulla che si compia
rimane intatto: a renderti divino
era l’attesa. E questo volto umano
che m’affronta ogni sera dallo specchio,
ogni sera più nudo, prosciugato
sulle crepe dell’anima: io l’accetto.
Dunque perché il tuo palpito mi strazia?
Che vuoi da me, ritratto
di quand’ero ragazza?

La folle tentazione dell’etrno (Interno Poesia editore, 2022)

Arianna Galli – Commiato

Dove ci siamo addormentati non c’erano fiori:
la terra era arida, l’aria soffocava.

Eravamo in una Milano in frantumi e ancora
non lo sapevamo.
Abbiamo camminato tra le fiamme
e la luna, languida, ci ha fermato:
Il suo pallore sapeva d’acqua
gelida e ci ha reso sazi.

E là ci siamo uniti, là ci siamo addormentati:
in un deserto d’aria.
Poi tu te ne sei andato lasciandomi
sul corpo una rosa rossa.
L’abbandono è il primo passo verso il futuro.

Non c’erano fiori (Ladolfi, 2022)

Anna Cascella Luciani – Solstizio d’estate

chi sa se gli amori
durano di più
nella giornata più lunga
che l’anno ci concede
e se tutti i dolori –
rubacuori – dalla copiosa
luce del giorno ritirati
nelle stanze più buie
di ogni ora – non stiano
sfaldando i loro stessi cuori –
quasi felici
che il muscolo non batta –
e si riposi la goccia
che esce dalle vene –
quando – a minor sole –
più oscuro l’amore
batte nelle vene –

tra spighe viola pallido 2013-2017 (Macabor, 2022)


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