Perché insieme, Amore1 e Verità2, sono l’assoluta forza cosmica. Ma mi spiego meglio…

Per quel che può servire, voglio chiarire che mi ritengo un agnostico “fideista”: credo che esista una dimensione della materia che va al di là e credo che non bisognerebbe parlarne invano3. Credo che questa dimensione conservi le stesse regole della materia, però su una scala diversa. La prova più importante di questa dimensione è la capacità umana di astrazione4: un’innata e istintiva capacità delle persone, di tendere verso l’Assoluto (ecco spiegato, perché troviamo leggi per interpretare la realtà5). Questa “dimensione” (ciò che tu chiami Dio), io lo chiamo l’Assoluto, perché non ha forma e non si trova né in cielo, né in terra (ecco perché il “Padre Nostro” ci suggerisce di unirli). L’Assoluto non giudica, assegnando inferno e paradiso: quelli te li guadagni qui sulla Terra, lavorando sulla tua volontà (e di conseguenza sulla tua coscienza) che, quando tende all’Assoluto, è l’unica a permetterti l’accesso a dimensioni superiori. Quando più persone, con uno stesso livello di volontà e coscienza, si mettono in cerca dell’Assoluto, accadono i miracoli che fanno progredire l’umanità intera. Non importa che siano di tipo religioso (con cui intendo qualitativo), o di tipo scientifico (con cui intendo quantitativo).

Amore e verità. Cosmo e caso.

Il caso esiste solo in quanto negazione dell’Assoluto, altrimenti non esiste. In altre parole, il caso non esiste: esistono solo fenomeni mal interpretati, o teorie non ancora validate in maniera semplice. Il caso comprende la materia, è da essa delimitato ed è guidato dal principio di indeterminazione. Il cosmo6 comprende in sé il caso ed è tutto ciò che accade, su una scala da +∞ a -∞. Tutto ciò che accade è un insieme di fatti. Il cosmo è la totalità dei fatti, non delle cose. I fatti sono guidati dal destino e dall’ordine, mentre le cose dal caos e dal disordine7. Pertanto, essendo guidati da un principio di determinazione, i fatti umani non sono mai neutri e l’interpretazione non è mai neutrale. Amore e verità sono, ognuno, un fatto e insieme (l’amore per la verità) sono la forza creatrice del cosmo: questa è la conditio-sine-qua-non, per cui ciò che è razionale diventa reale e viceversa. Altrimenti, diventa reale solo ciò che è irrazionale (il tassello mancante al ragionamento di Hegel8). Amore e verità, in quanto fatti, possono essere analizzati con proposizioni logiche9. Le indico di seguito, con relativi commenti:

L’amore è un mistero → il mistero è verità sia per gli atei (l’inspiegabile), che per i credenti (la fede) → la verità è realtà → la realtà è quella cosa che, anche quando smetti di crederci, non svanisce → la realtà è tutto ciò che non capisci → ciò che non capisci è mistero… 🔁

Solo chi comprende la propria menzogna interiore può accedere alla vera conoscenza10. Chi, invece, non comprende nient’altro che la sua verità interiore, non può far altro che:
– eccellere con il solo obiettivo di competere11;
– intendere la cultura come corazza12, anziché come chiave di lettura del reale, essendo più restio/a ad apprendere concetti nuovi;
– scambiare la democrazia con la epistocrazia13.
Di solito, chi sa di sapere, fa domande per ostentare la propria conoscenza sull’argomento e non per reale desiderio di sapere. E fai attenzione, perché non si tratta di una precisazione da moralista, ma si tratta della differenza tra: essere un vero amante della verità ed essere un Dottor Faust (se non sai chi è, cerca sul web).

L’amore per la verità contiene in sé il bene e il male14, orientandoli. La verità è ciò che permette un’azione in un determinato momento, nel bene e nel male. L’amore per la verità è ciò che permette di armonizzare le singole azioni, compiute durante una vita, compiendo il vero bene e il vero male.

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