Divorzio Tesoro – Banca d’Italia

Per la rassegna #ContiPrivati, propongo qualche spunto utile su un fatto che, nel bene e nel male, ha condizionato la vita economica del nostro Bel Paese: la separazione tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia. Infatti, la decisione presa nel 1981 dal Ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta, e dal Governatore della BDI, Carlo Azeglio Ciampi, costituì uno dei due vincoli (l’altro, esterno e posteriore, è l’adesione allo SME) che hanno impattato tanto sull’economia italiana… Ma tuffiamoci in questo magico mondo!

Concetti chiave

Il mito dell’indipendenza della banca centrale. Noto fin dall’800 (vedi David Ricardo), consiste nella convinzione che la banca centrale di qualsiasi paese deve essere indipendente dal potere politico, perché troppo incline a gestire la massa monetaria per convenienza, più che per razionalità. Convinzione che ha come assunto fondante, il fatto che la politica monetaria determini inflazione e deflazione.

Il perché del matrimonio. Avvenuto esattamente il 21 marzo del 1975 all’interno del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio). La motivazione era semplice: non si riuscivano a collocare le emissioni di titoli statali. Ma c’è anche da segnalare, come concausa, il primo shock petrolifero della storia creato dalla Guerra del Kippur. Pertanto, a partire da quella data, la BDI era obbligata a rastrellare tutti i titoli invenduti sul mercato, emettendo moneta ex-novo.

Il perché del divorzio. In questo caso, la concause sono determinanti: il secondo shock petrolifero e Paul Volcker alla presidenza della Riserva Federale americana. Il primo trasformò l’inflazione in stagflazione; il secondo, proprio per tagliare le gambe alla stagflazione, promosse una politica di altissimi tassi di interesse reali. Il divorzio sarà la strumento con cui la BDI, attraverso il cambio, non proteggerà più il paese dall’inflazione e si comincerà (mooolto lentamente) a proteggere il paese dalle fluttuazioni dei prezzi, con politiche interne (austerity e deflazione salariale). Infine, solo un piccolo appunto: il divorzio, non essendo passato al vaglio del Parlamento, viene considerato opaco dal punto di vista democratico.

Conseguenze e mio giudizio. La separazione tra MDT e BDI, si porta dietro due grandi problemi: l’opacità nella sua genesi e la sua intrinseca visione monetarista dell’economia. La prima, ha generato complottismo su complottismo; mentre la seconda, visto il clima imperante di liberismo finanziario che ci perseguita dagli anni ’80, è inevitabilmente sottoposta a critiche feroci (anche perché la decisione, stringi-stringi, fu più politica che tecnica). A mio giudizio, il divorzio ha sicuramente fatto impennare la spesa per interessi (basta guardare i dati), facendo esplodere il rapporto debito pubblico/PIL. Però non sono sicuro che sia la causa più determinante di tutte: altrimenti, non si spiegherebbe la spesa pubblica allegra che abbiamo fatto per tutti gli anni ’80! Basti pensare che la BDI ha acquistato i titoli di stato sul mercato primario, fino al 1987… Penso che sia stato molto più determinante l’entrata nello SME che, con buona pace dei rivoluzionari di destra, all’epoca è stata osteggiata più dai partiti di sx, che da quelli di dx.

Link utili

Come al solito, il mio consiglio è di studiare: qui trovi un doc con vari link utili che approfondiscono la questione meglio di come possa fare io. Enjoy 😉


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