Lamezia: le Elezioni comunali 2019, viste dalla Luna

Dopo lo stupore, arriva la realtà dei fatti: Paolo Mascaro è il nuovo sindaco di Lamezia Terme, avendo stra-vinto le elezioni comunali 2019. Sì, proprio lui: lo stesso sindaco che governava il comune, quando è stato sciolto per mafia nel 2017. Ma partiamo dai dati…

Il primo, quello che io ritengo più importante, è l’affluenza al voto di cui riporto i dati, suddivisi per primo turno del 10nov e ballottaggio del 24nov:

Votanti su
Elettor* (%)
MaschiFemmine
Primo turno34209/62214 (54,99%)17118/29975 (57,11%)17091/32239 (53,01%)
Ballottaggio18654/62214 (29,98%)9980/29975 (33,29%)8674/32239 (26,90%)

Le fonti ufficiali dei dati, per candidato-sindaco tra primo e secondo turno elettorale, le trovi al link.

In pratica, per queste elezioni comunali 2019 tra primo turno e ballottaggio, poco più della metà della cittadinanza ha votato… Il mio stupore, da democratico, diventa lunare e mi impone due domande:

  1. come è possibile questo astensionismo, nonostante un comune fermo da più di due anni?
  2. Come è possibile l’elezione dello stesso sindaco, che era in carica durante lo scioglimento?

Provo a rispondere a queste due domande semplici-semplici, immaginando di spiegarle ad un estraneo ai fatti lametini, o ad un extra-terrestre che viene dalla Luna.

I pesi massimi della politica lametina

Qui da noi esiste un’espressione bellissima per le leggende metropolitane: “‘ici-ca”, che sta per “si dice che”. Puoi star certo che, quando una frase comincia con un ‘ici-ca, significa che sei in un campo minato: non sai dove finisce la realtà, comincia l’immaginazione e viceversa. Sui grandi player della politica lametina, esistono una seria di ‘ici-ca da prendere con le pinze:

  • ‘ici-ca, per la destra, la persona che muove le fila sia Giuseppe Galati (detto Pino), ex-deputato in quota FI a cui ultimamente si è aggiunta Wanda Ferro, attuale deputata in quota FDI. Cosa che non conoscevo e che mi è stata svelata da questo pungente articolo (insieme a quest’altro) e da uno dei due candidati finalisti, Ruggero Pegna, in questo esilarante video (minuti ’40 al ’48);
  • ‘ici-ca, per la sinistra, la persona che muove le fila sia Doris Lo Moro, la nostra ex-sindaca. Anche in questo caso, non saprei affermarlo con certezza. Mi limito a riflettere su delle strane coincidenze: è stato curioso assistere all’endorsment di Anna Finocchiaro al candidato-PD Guarascio, anche perché non si trova nulla sul web riguardo loro rapporti precedenti. Piuttosto, si scopre che la Finocchiaro e la Lo Moro siano state insieme nella stessa commissione in Senato, condividendo anche uno stesso destino per l’avanzamento di carriera nella magistratura… ma ripeto: sono casualità, da non prendere troppo sul serio.

Invece, andando oltre gli ‘ici-ca, dati seri li possiamo evincere sugli altri/e big della politica lametina: i consiglieri. Proprio in questi giorni si sta formando il consiglio comunale e penso non sia male consoscerli più da vicino. Ergo, riporto i dati sui consiglieri più votati e, nello specifico, quelli dai 300 voti in su, ordinati per numero di voti decrescente. Di seguito:

La fonte dei dati la trovi a questo link mentre, se vuoi divertirti un po' a smanettare, trovi il mio excel originale a questo link.

Un dato salta subito all’occhio: la differenza di voti tra il primo e il secondo posto. Infatti, mentre per tutte le altre posizioni c’è una certa regolarità “statistica” (gli scarti sono nell’ordine della decina d’unità massimo), qui si assiste ad un vero e proprio salto: lo scarto è di oltre 200 voti! A ciò, si aggiunge il fatto che non si trova nulla di politico, su questo enfant prodige della politica lametina: Alessandro Saullo (l’unica informazione reperibile è che lavora all’ASP di Catanzaro). Però è risaputo che, soprattutto a livello locale, la politica si gioca sui rapporti personali: sarà sicuramente una persona molto affabile, a cui vanno i miei complimenti.

Il capolavoro di arte povera della sinistra lametina (+M5S)

Dichiarazione di Mariateresa Morano su Rosario Piccioni

Passando al lato politico della questione, il primo punto da chiarire è il vuoto creato dalla sinistra lametina. L’immagine sopra, riporta la versione dei fatti di una delle persone coinvolte in questo scempio, ma c’è una sottile linea rossa che collega tutte le versioni. Versioni che riporto di seguito:

Senza entrare nel merito del chi-ha-fatto-cosa, il tratto comune di tutti questi punti di vista mi sembra uno: l’essere arrivati, a ridosso dell’estate 2019, nel caos politico totale. Come è possibile giustificare questo atteggiamento, con un comune sciolto per mafia dal 2017, sotto una giunta di centro-destra? Possibile che nessuno di queste vecchie volpi, né per il 2017, né per tutto il 2018, abbia pensato di sfruttare un vantaggio politico così schiacciante? Poi, una riflessione: la scuola politica, un tempo, apparteneva alla sinistra. Prendiamo ad esempio l’ultimo ex-sindaco di sinistra, Speranza: se ne poteva pensare bene, o male, ma era un “politico”. Guarascio è professionista stimabilissimo e specchiato, però il mito dell’imprenditore prestato alla politica non mi sembra proprio di sinistra: possibile che, tra centro-sx e sx, non ci fosse nessun politico di razza?
Un discorso a parte, infine, merita il M5S lametino: come per il livello nazionale, ha mostrato incapacità strategica anche a livello locale. A che pro presentarsi da soli, per non entrare neanche con un consigliere in comune? Non sarebbe stato meglio giocare il ruolo di mediatori, portando il proprio bacino di voti su un candidato che compattasse la sinistra?
Tutti questi fattori, mi hanno convinto che la gran parte dell’astensionismo lametino, si spieghi con la disorganizzazione politica a sinistra.

Mascaro Sindaco, spiegato alla Luna

Il secondo punto politico della questione è direttamente consequenziale al primo: Mascaro ha soltanto sfruttato il vuoto politico-comunicativo dei propri avversari. Punto. Quando hai di fronte il nulla, basta fare poche cose per mettersi in risalto: esattamente ciò che ha fatto lui. Nello specifico, Mascaro ha fatto due cose:

  • ha sfruttato a proprio favore lo strumento dello scioglimento comunale, calandosi indisturbato nel ruolo di vittima e rendendone partecipe la cittadinanza. Non discuto sulla veridicità o meno della cosa, perché non ho tutti gli elementi ed è veramente complesso. Però, so di certo che dall’altro lato è stato fatto poco… o almeno così è stata percepita dai lametini e il risultato elettorale ne costituisce evidenza;
  • ha dimostrato attaccamento alla cosa pubblica lametina. Anche in questo caso, non discuto sulla bontà o meno della cosa, ma è stato l’unico a portare qualche riflessione (le proprie) sulla macchina amministrativa lametina. In burocratese? Parlando da avvocato? Ok, ma ormai conta poco: ciò che conta è che, dall’altra parte, è stato fatto quasi nulla a riguardo.

Quindi, per tutte le anime belle che spiegano questo risultato elettorale con la pancia dei lametini, scrivo solo una cosa: è solo una piccola parte del discorso, la parte più grande è che i lametini si sono sentiti abbandonati e Mascaro, anche se con un ego smisurato, è stato percepito come politicamente presente. Al contrario, per gli altri la percezione è stata: chi indifferente e chi, come completamente disinteressato alla cosa pubblica (il popolo può essere sprovveduto, ma non fesso).
Concludendo: la Luna ci osserva e il nuovo mandato di Mascaro comincia già con qualche bega giuridica. Spero vivamente, per me e per tutta Lamezia, che questa giunta sia all’altezza del difficile compito che l’aspetta.


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Commenti

2 risposte a “Lamezia: le Elezioni comunali 2019, viste dalla Luna”

  1. Avatar Bruno
    Bruno

    Bell’articolo, ricco di riferimenti e particolari. L’analisi è assolutamente condivisibili

  2. Avatar Elvira
    Elvira

    Partire dai dati concreti mi sembra iniziare con il piede giusto. Prima i dati…poi i commenti. Nonostante gli “icica” ai dati non si può opporre niente altro. L’analisi resta pertanto lucida equilibrata garbata ma critica senza necessità di essere gridata. Bravo!

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