Un voto NO e un voto SÌ

Il titolo potrebbe trarre in inganno: infatti, non mi riferisco a mie scelte di voto (cioè se ho votato sì o no) ma alla mia partecipazione al voto. In particolare, mi riferisco: al Referendum costituzionale del 2020, in cui non ho potuto votare, e alle Elezioni regionali calabresi 2021 in cui invece, ahimè, ho votato.

Referendum Costituzionale 2020: un SÌ all’antipolitica

La votazione per il referendum costituzionale1 è avvenuta nelle giornate del 20 e 21 settembre 2020. Un referendum che è nato per un motivo ben preciso: dare abbrivio al Governo Conte-2. Infatti, il secondo governo Conte nacque con la decisione, da da parte del Partito democratico e di Liberi e uguali, di sostenere il taglio dei parlamentari in cambio dell’introduzione di tre correttivi2, su cui non mi dilungo. Per una serie di motivi (tra cui la pandemia da covid-19), non ho potuto votare però, se avessi potuto, avrei sicuramente votato NO. Visto il risultato, penso sia oramai inutile spiegare in dettaglio il perché del mio voto – anche perché c’è chi ha approfondito3 meglio di me – ma lo riassumo brevemente:

  • non è vero che avevamo più politici rispetto agli altri paesi. Anzi, eravamo in perfetta media europea e ora abbiamo un primato4 da idioti;
  • il risparmio5 sulle casse dello Stato è risibile. Per l’esattezza, è dell’8.7% sulla spesa corrente della Camera e del 9.6% su quella del Senato;
  • è necessario e doveroso, come già rimarcato6 in un altro fondamentale post, affermare il primato della politica sulla tecnica! Il che significa riportare il Parlamento7 al centro dell’azione politica: il sì a questo referendum, invece, ha rafforzato ancora di più l’esecutivo. Il concetto è semplice: più riduci i tuoi rappresentanti e più riduci il tuo potere di rappresentanza.

Elezioni regionali 2021 in Calabria… che strazio!

Concludevo il titolo delle elezioni regionali 2020 calabresi8 con la parola “sipario”. Inutile scrivere che il triste copione si è ripetuto, uguale-uguale, per queste elezioni del 3-4 ottobre 2021: pressapochismo; programmi elettorali generici, se non del tutto assenti; dibattito pubblico ridotto praticamente all’ultimo mese di campagna elettorale, con relativo inquinamento degli squallidi manifesti sulle mura cittadine. A onor del vero va segnalata l’eccezione di Tansi che, almeno, ha avuto il buon senso di presentare la sua lista9 con largo anticipo: peccato che poi si sia perso strada facendo, con lo sparring-partner De Magistris che ha solo sparigliato le carte, ma va comunque messo agli atti che ha mostrato più rispetto per la vita democratica calabrese. Avessero tutti fatto così, avremmo potuto assistere ad una campagna elettorale sicuramente più ragionata. Siccome ho poco da scrivere su questa tornata elettorale, mi appunto giusto qualche fatto saliente:

  • la scelta dei giorni in cui votare, è stata dettata innanzitutto dall’emergenza per la morte della governatrice Jole Santelli, avvenuta il 15ott20. L’escalation è stata interessante: si partì a fine ottobre 2020, dichiarando come data il 14feb21. Arrivati al 15dic20, il Consiglio Regionale si svegliò (ricordo una mozione di LEU in particolare) e, ancora con le cispe agli occhi, chiese se si poteva pensare ad un rinvio: fu accontentato il 31dic21, tra un panettone e l’altro. Infatti il 3gen21 venne annunciata la nuova data da Spirlì, ancora in piena fase digestiva: l’11apr21 si vota! Manco per il c***o: il 4mar21 il Consiglio dei Ministri decretò che, causa pandemia, il voto si sarebbe tenuto tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2021… amen. La data definitiva fu annunciata il 3ago21, praticamente a ridosso delle vacanze e va da sé che sia rimasto solo settembre per la campagna elettorale;
  • il centro-sinistra calabrese era partito a razzo ed è finito con la sua rima. Infatti, come anticipato poc’anzi, già l’11nov20 Tansi aveva ufficializzato l’esistenza di ben tre liste a suo sostegno. PD e M5S, invece, cominciarono fin da subito a gigioneggiare: all’inizio, i nomi ventilati erano quelli di Antonio Viscomi e Nicola Irto. Il 19gen21 si aggiunse un ulteriore tassello alla strategia “gigionante” del csx: De Magistris ufficializza la sua candidatura. Il PD rispose per le rime, agitando ancora di più le acque: i nomi proposti, a fine gennaio, furono quelli di Luigi Tassone e Raffaele Mammoliti… ecco, è da questi dettagli che capisci che la strategia è a perdere! A febbraio, mentre De Magistris e Tansi si erano coalizzati, rispuntò il nome di Irto, ormai dato per certo insieme a un PD (con un M5S più democristiano che mai) che aveva come unico nemico il duo calabro-partenopeo. Tra aprile e gli inizi di giugno il delirio: Tansi e De Magistris si sciolgono mentre, qualche giorno prima, Irto comunica la sua volontà a volersi ritirare in un’intervista shock all’Espresso. Scese in Calabria addirittura Boccia, comunicando ai quattro venti che il PD confermava Irto: tempo una settimana e fu Letta in persona a smentire tutto. La storia di Irto fu abbastanza indicativa di cosa sia diventato il M5S: infatti, il 22 maggio, la sottosegretaria al Sud Dalila Nesci invocò delle primarie da svolgere nel csx, in piena corsa elettorale. Fu quella la scintilla che bruciò Irto e da cui si capisce come il M5S venga ormai usato, come utile idiota, dall’alleato di turno. Da quel momento un altro bailamme di nomi (Maria Antonietta Ventura, bruciata in neanche 10 giorni per incompatibilità; Ernesto Magorno, proposto da IDV che voleva smarcarsi) fino alla prima metà di luglio, in cui venne annunciato il nome giusto: la mia compaesana Amalia Bruni, grazie a cui il PD riuscì a rifarsi una verginità e uscire dall’impasse (se non sai chi è Amalia, cerca sul web per capirne lo spessore). Tansi si alleò all’istante alla nuova candidatura. Ci sarebbe tanto da scrivere su come sono stati gestiti i suoi due mesi scarsi di campagna elettorale (con la mancata volontà di tirare dentro De Magistris, diventato il nemico da battere al posto del cdx e l’ex governatore Oliverio che sparigliò per l’ennesima volta le carte, presentandosi da solo), ma mi limito solo a segnalare che Amalia è stata lasciata sola da PD e M5S che hanno mostrato, fin dall’abbrivio di queste elezioni, un totale disinteresse per la Calabria;
  • il centro-destra calabrese invece, “cìtu-cìtu” come si dice in lametino, ha gigioneggiato poco. Fin da subito rese noto che la candidatura sarebbe arrivata dall’area di FI e la lotteria dei nomi fu breve: all’inizio pensarono a Gianluca Gallo, ex assessore all’agricoltura e poi, per un periodo brevissimo, spuntò anche il nome di Sergio Abramo. Ma, a parte queste piccole parentesi, il nome di Roberto Occhiuto fu quello che circolò da subito su tutta la cronaca locale e non: l’ufficializzazione avvenne il 22 giugno e da lì in avanti non ci fu più alcun dubbio all’interno della coalizione. Occhiuto ha portato avanti una campagna elettorale sobria, puntando su tre argomenti: sanità, rifiuti e acqua. La scaltrezza comunicativa di Occhiuto è stata evidente soprattutto negli incontri diretti con gli altri candidati: perfino sulla sanità, dove Amalia avrebbe potuto fare la parte da leone, è riuscito a imporsi;
  • l’esito delle elezioni, visto anche il network10 di potere dei candidati, è stato scontato. Il cdx si è imposto con il 54,46% dei voti e amen…

Come per le passate elezioni, mi appunto giusto i nomi11 dei candidati lametini, di cui gli eletti in consiglio sono stati Valeria Fedele (in quota FI) e Pietro Raso (in quota Lega). Dulcis in fundo, sono stati segnalati dei piccoli brogli elettorali nel cosentino ma non so se la questione è andata a finire nel nulla, come succede spesso qui in Calabria.


Link utili per Fonti e Dati

  1. http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/AC0167g.pdf
  2. https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-mancano-ancora-i-correttivi | https://www.openpolis.it/procedono-a-piccoli-passi-i-correttivi-sul-funzionamento-delle-camere | https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/35235
  3. https://pagellapolitica.it/tag/blog/referendum-2020 | https://pagellapolitica.it/blog/show/478/il-taglio-dei-parlamentari-in-10-fact-checking
  4. https://www.openpolis.it/numeri/italia-dopo-la-riforma-al-primo-posto-per-distanza-tra-numero-di-deputati-e-numero-di-abitanti
  5. https://www.truenumbers.it/referendum-risparmio
  6. https://marianobelmonte.it/2021/10/animali-competizione-persone-confronto
  7. https://marianobelmonte.it/2020/04/indebolimento-parlamento-italiano
  8. https://marianobelmonte.it/2020/01/elezioni-regionali-2020-calabria/
  9. https://www.lacnews24.it/politica/elezioni-regionali-tansi-abbiamo-tre-liste/
  10. https://www.openpolis.it/quali-candidati-per-la-regione-calabria/
  11. http://www.lametino.it/Speciale-Elezioni/regionali-ecco-le-preferenze-di-tutti-candidati-lametini-la-piu-votata-e-valeria-fedele.html

1 commento
  1. M∆B
    M∆B dice:

    Ho dimenticato di inserire, tra i deliri avvenuti nel csx calabrese tra aprile e giugno, la candidatura di Enzo Ciconte del 2giu21: per quel che mi riguarda, la vera occasione persa per il csx, perché sarebbe stata una persona di spessore culturale e veramente di sinistra.

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